Luoghi di interesse turistico e culturale in prossimità di Peschiera del Garda
La zona del lago di Garda ed in particolare i dintorni di Peschiera offrono al turista innumerevoli possibilità di effettuare escursioni e di trascorrere una vacanza quanto mai varia. Oltre ai celebri parchi di Gardaland e Caneva, vi sono altri parchi di maggiore interesse paesaggistico e naturalistico come ad esempio il Parco del Mincio, il Parco Natura Viva, il parco Giardino Sigurtà, solo per citare i più famosi.
In questa pagina abbiamo approntato per gli ospiti dell'Hotel La Nuova Barcaccia, una sintetica descrizione delle maggiori attrattive turistiche della zona.
Buona lettura
Itinerari in bicicletta

Dall'hotel Nuova Barcaccia è possibile effettuare spelendidi itinerari in bicicletta attraverso la campagna circostante: l'oasi naturalistica del Laghetto del Frassino, e sopratutto il parco del Mincio offrono agli amanti della bicicletta un'ottima occasione per abbandonare l'auto e pedalare in tutto relax attraverso la campagna.
Il parco del Mincio è dotato di un percorso ciclabile, che correndo lungo le placide sponde del fiume permette di arrivare fino a Mantova senza mai trovarsi a percorrere le strade comunali o provinciali. Il percorso, interamente asfaltato ma percorribile solo a piedi o in bicicletta, attraversa la splendida campagna veronese e mantovana.
Il percorso è lungo circa 40 chilometri: si attraversa il Parco del Mincio alla scoperta, per chi già non conosce questa zona pianeggiante del nord Italia, di un paesaggio del tutto inaspettato. Si pedala lungo gli argini del fiume e dei suoi affluenti, costeggiando corsi d'acqua, attraversando riserve naturali e borghi medievali.
Partenza da Peschiera del Garda - Il viaggio parte da Peschiera del Garda, da dove il Mincio si separa dal Lago di Garda. Attraversando il centro della cittadina, usciti da Porta Brescia, la strada incomincia a salire e si incontra un cartello che indica l’inizio della pista ciclabile. Si pedala tra colline moreniche e, dopo circa 8 chilometri, si incontra un imponente ponte visconteo che risale al XIV secolo e che indica l’arrivo a Borghetto. Si può percorrere un tratto sterrato oppure una pista asfaltata del percorso salute. La pista ciclabile sbuca sulla strada comunale. Se si prende verso destra si entra nel centro di Borghetto, cittadina di vicoli che si intersecano e antichi mulini.
Prima tappa: Veleggio sul Mincio e visita del Parco Sigurtà Se si svolta a sinistra, si raggiunge Veleggio sul Mincio. E’ consigliata la visita del Parco Sigurtà, dei suoi giardini curati, da visitare anche a piedi o sul trenino che fa il giro della bellissima tenuta. Una volta ripresa la ciclabile, si giunge a Pozzolo. Dopo circa 8 km. il fiume effettua una deviazione mentre il percorso in bicicletta continua lungo le acque del Canal Bianco.
Seconda tappa: degustazione del Soave Arrivati all’altezza di Soave, si prosegue sulla sponda opposta attraversando un ponte e si pedala sull’asfalto. Un cartello indica a questo punto una deviazione: verso sinistra si raggiunge Bosco Fontana, ricco di querce e aceri, da visitare a piedi. Proseguendo dritti si raggiunge la SS 236. L'occasione è ghiotta per una sosta nella terra dei vini, il Soave. Si possono fare degustazioni nelle numerose cantine (Le Mandolare), ma anche fermarsi a mangiare (Hostaria Cansignorio).
Verona

La città più antica rimase per oltre un millennio quasi del tutto chiusa tra l'ansa orientale dell'Adige e tre cinte murarie successive: due romane del I secolo d.C. – quasi coincidenti, con le porte Bòrsari e dei Leoni e con il caratteristico tracciato viario prevalentemente ortogonale – e una comunale, del XII secolo, poco a sud dell'Arena (via del Pallone), fiancheggiata da un canale-fossato, l'Adigetto, che rendeva l'abitato un'isola. Fra il 1283 e il 1329 gli Scaligeri ampliarono notevolmente l'area edificabile, con nuove mura estese in direzione est, oltre l'Adige, e sud-ovest; in seguito vennero "bastionate" dai veneziani nel Cinquecento e in gran parte rinnovate dagli austriaci nell'Ottocento, durante il Regno Lombardo-Veneto, e tuttora conservate quasi integralmente.
Il Castel Vecchio: nel cuore di Verona, a pochi passi da Piazza delle Erbe e dall’Arena, in una suggestiva posizione su un’ansa dell’Adige, Cangrande II della Scala fece erigere la sua dimora e una rocca a presidio del ponte e della strada per il Nord. Il castello scaligero ospita oggi il Museo d’arte antica e moderna, che conserva capolavori del gotico internazionale e del rinascimento, tra cui opere di Pisanello, Lippi, Bellini, Paolo Veronese, Tintoretto.
L'Arena di Verona: grande anfiteatro romano costruito nel I secolo d.C. a Verona. Dell’originaria cinta esterna, a tre piani di ordine tuscanico, si conservano solo quattro arcate, mentre si ammira nella sua interezza la cinta interna, a due ordini, di 72 arcate, restaurata a più riprese a partire dal Duecento. Numerose gallerie voltate conducono alle gradinate, che possono accogliere 22.000 spettatori. Nell’antichità l’Arena era utilizzata, come il Colosseo di Roma, per i combattimenti tra gladiatori e per spettacoli con animali feroci. Dal 1913 l’anfiteatro ospita una rinomata stagione estiva di opera lirica; negli anni recenti ospita inoltre importanti manifestazioni canore e teatrali.
Mantova

Il vasto centro storico, detto "di Paiolo" dal nome del lago interrato alla metà del XVIII secolo, fu affiancato a sud da quartieri moderni e di estensione relativamente limitata solo all'inizio del Novecento. È questa l’area denominata “della terza cerchia”, che oggi ospita moderni quartieri residenziali e impianti sportivi. I principali monumenti del passato sono conservati soprattutto nelle due prime aree murate. Spicca il Palazzo Ducale, formato da numerosi edifici costruiti fra il XIII e il XVIII secolo, che si affacciano in parte sulla vasta piazza Sordello e che racchiudono giardini e piazze interne. Al suo interno è custodito un notevole patrimonio d'arte, che comprende, fra l'altro, un ciclo pittorico del Pisanello (prima metà del Quattrocento), affreschi di Giulio Romano, una pala di Rubens (1605) e, nel vicino castello di San Giorgio, di fine Trecento, la celebre Camera degli Sposi, affrescata dal Mantegna (1465-1474). Notevoli sono anche il complesso medievale di piazza delle Erbe, che riunisce la romanica Rotonda di San Lorenzo (XI secolo), il duecentesco Palazzo della Ragione, fiancheggiato dalla Torre dell'Orologio (1473) e il Palazzo del Podestà (XII-XV secolo); il Duomo, ricostruito nel Cinquecento, con facciata settecentesca; le chiese, su progetto di Leon Battista Alberti, di San Sebastiano (1460) e Sant'Andrea (1472-1699; la cupola di quest'ultima, settecentesca, è opera di Filippo Juvara); la casa di Andrea Mantegna (1476); il Palazzo Te (1525-1535), situato oltre la terza linea di mura in un luogo anticamente detto "tejeto" dalle capanne che vi si trovavano, disegnato e suggestivamente decorato da Giulio Romano, con bella loggia che lo collega all'esedra del giardino; il Museo civico, con sezioni d'arte egizia, moderna e di numismatica; il Palazzo d'Arco, neoclassico (1782-1784), con ambienti dal pregevole arredo; il barocco teatro scientifico o accademico, detto anche "il Bibiena", opera dell'architetto Antonio Galli Bibiena (1769); infine, il Museo diocesano, nella grande piazza Virgiliana aperta sul lago di Mezzo, che conserva oreficerie sacre e armature dei secoli XV e XVI. Nel Palazzo del Podestà è stato allestito un piccolo museo dedicato al grande pilota automobilistico Tazio Nuvolari, nato nel Mantovano.
Il parco del Mincio

Situato sul confine tra Lombardia e Veneto, comprende tutta la valle del Mincio, dal Lago di Garda al Po. Tra i vari ecosistemi presenti, sono di eccezionale interesse le zone umide delle Valli del Mincio e il bosco planiziale di Bosco Fontana.
Il Parco copre quasi tutto il corso del fiume Mincio, dal lago di Garda, presso Peschiera, dove ha origine come suo emissario, a Governolo dove sfocia nel Po, e include alcune riserve naturali: il laghetto morenico di Castellaro Lagusello, la zona umida della Vallazza e le Valli del Mincio, dove il fiume s'impaluda per circa 8 km fra canneti e cariceti prima di sfociare nel lago Superiore di Mantova. Pochi fiumi padani offrono tanta varietà di paesaggi in così pochi chilometri: laghi, colline moreniche, pianura e paludi ricche di punte acquatiche (fra cui anche l'invadente fior di loto, introdotto nei laghi di Mantova all'inizio del secolo) e di animali rari come l'airone rosso, il falco di palude, il mignattino, ma anche, nelle zone meglio conservate, la tartaruga d'acqua e il gambero di fiume. Una rete di percorsi ciclabili, in parte dotati di segnaletica, permette di seguire il corso del fiume dal Garda al Po, mentre da Rivalsa si possono fare escursioni in barca a motore elettrico nelle valli del Mincio.
Passeggiando per il parco... La nutria.
Uno dei principali problemi del Parco del Mincio si chiama nutria, il cosiddetto "castorino": un grosso roditore originario del Sudamerica allevato nella pianura padana per la sua pelliccia. Circa 10 anni fa, finita la moda di questo genere di pelliccia, qualche incauto allevatore liberò gli animali che si sono progressivamente ambientati lungo i corsi d'acqua padani, riproducendosi a dismisura, con conseguenze negative sull'ambiente. Il Parco del Mincio ha varato un programma di controllo eliminando 5000 esemplari in 3 anni. Candido splendore sott'acqua. Narra la mitologia che una ninfa dei boschi, innamoratasi perdutamente di Ercole e non ricambiata, si lasciò morire. L'eroe volle perpetuare il ricordo trasformando la fanciulla in un diafano, leggiadro fiore estivo che galleggia sul pelo dell'acqua: la ninfea (Nymphaea alba). Un tempo comune nelle acque stagnanti di tutta Italia, dal piano a 1500 m di altitudine, la ninfea si è progressivamente ritirata davanti all'avanzare di una civiltà che non ricorda più la poesia di antiche leggende. Così, oggi è più frequente incontrarla in fiore, da giugno a settembre, nelle valli alpine non ancora raggiunte dall'antropizzazione o nei parchi lombardi che operano per la salvaguardia dell'ambiente naturale.
Valeggio sul Mincio

È situata sulla riva sinistra del Mincio, a sud-ovest del capoluogo. Il centro storico, di fondazione medievale, mantiene l’antica pianta urbanistica. Monumenti di rilievo sono il Palazzo Guarienti (XVI secolo), la neoclassica parrocchiale di San Pietro e le rovine del Castello, di cui restano le torri angolari e il mastio. Nell’abitato si trova villa Sigurtà, opera di Vincenzo Pellesina, immersa in uno splendido parco realizzato agli inizi del XIX secolo. Assai caratteristica la localià Borghetto dove i canali del Mincio confluiscono in un bacino sul quale si affacciano numerosi mulini in una cornice davvero suggestiva. Ottimi anche i ristoranti di Valeggio noti per i famosi tortellini e per i prelibati piatti della cucina Mantovana.